Management della produzione

Il lead time questo sconosciuto

Nella maggior parte delle imprese i responsabili di produzione assieme ai loro referenti di vendita e acquisti considerano il tempo di consegna e produzione (lead time) come un dato fisso definito in anagrafica parti e immodificabile.

Nella maggior parte dei casi i ritardi di consegna di fornitori e reparti sono trattati come inefficienza dei produttori e non come incapacità di gestire il fattore lead time in ambito dei processi di produzione.

Il lead time non è un dato fisso quanto una relazione variabile derivante dal rapporto fra input dei fabbisogni e le risorse messe in campo per produrle.

Il lead time si mantiene costante solo se rimane costante il rapporto fra input e output nel tempo; Dato che mantenere il rapporto costante in produzione è difficile a causa delle difficoltà che giornalmente i responsabili produttivi incontrano (assenteismo, problemi di qualità, guasto degli impianti, variabilità dei programmi, …), il lead time varia, a volte con scostamenti insignificanti altri rilevanti.

Altri fattori che determinano variazioni nel lead time sono le scorte buffer che si creano nel processo e la dimensione dei lotti d’acquisto o produzione che se non definite e controllate in volume generano variazione del tempo di consegna.

Il controllo input – output con le sue regole applicato all’impianto critico (collo di bottiglia), al reparto, all’intera azienda permette di definire con esattezza il comportamento del lead time nel tempo.

L’analisi input – output è un potente e semplice strumento di controllo della produzione e indicatore della variabilità del lead time.

Controllo delle scorte buffer, riduzione del lotto di fabbricazione e mantenimento dell’equilibrio fra capacità d’impianto e fabbisogni sono determinanti per mantenere nel tempo il lead time prestabilito.