Management della produzione

Controllo automatico della linea di produzione

Ogni operazione di elaborazione manuale dei dati è una piccola ancora che trattiene lo sviluppo dell’azienda. Un vero e proprio blocco imposto alla crescita causato dal sacrificio dei fattori “tempo” e “know-how” del personale qualificato in operazioni che non apportano alcun valore aggiunto immediato.

Il modo migliore per ovviare a una siffatta interruzione dei progressi aziendali è l’automatizzazione dei controlli di produzione. In questo articolo abbiamo raccolto tutte le informazioni necessarie per chiarire i dubbi su tale argomento.

Il controllo della produzione

Questa funzione della supply chain rappresenta, già da sé, un elemento indispensabile nel panorama della concorrenzialità perché permette all’azienda di avere a disposizione tutte quelle informazioni per prendere le decisioni operative, mettere in atto le azioni correttive e definire le migliori strategia d’impresa.

Tuttavia, in termini di valore assoluto, essa si porta dietro innumerevoli implicazioni non solo di ordine gestionale e temporale ma finendo col coinvolgere anche l’errore umano e il modo in cui questo si riflette sulla produzione.

Nel mondo della quarta generazione industriale è possibile puntare a un approccio lean che permetta di beneficiare in termini di competitività riducendo sprechi di tempo e di risorse. La soluzione, quindi, è quella di implementare il controllo della linea di produzione con l’industria 4.0.

Scardinare i pregiudizi: alcuni benefici dell’automazione

I vantaggi di un orientamento snello e automatizzato convergono in un risparmio di tempo poiché si delegano al sistema tutti quei processi che possono fare a meno dell’intervento umano. In questo modo, il work-team sarà più efficiente e produttivo.

Oltre all’aumento dell’efficienza, il controllo automatico della linea di produzione permette anche di raggiungere altri obiettivi, tra cui:

  • la riduzione dei costi;
  • il calo degli sprechi;
  • il miglioramento della qualità.

Alla diffusione dell’automatizzazione dei controlli della linea di produzione congiurano alcuni pregiudizi, primi fra tutti quelli afferenti al costo di software estremamente tecnologici e difficili da utilizzare. Inoltre, vige ancora l’idea secondo cui soltanto le grandi imprese, con schiere di personale e migliaia di reparti, debbano adottare politiche di digital tranformation.

È sempre più chiaro, invece, che proprio le piccole e medie imprese (PMI) dovrebbero dotarsi di un controllo automatico della linea di produzione. Automatizzare questo ambito della supply chain permette di estendere la fluidità aziendale dal momento dell’approvvigionamento delle materie prime a quello dello stoccaggio di prodotti finiti; velocità e agilità sono, specie per le PMI, qualità essenziali per chiunque voglia detenere una fetta di competitività sul mercato.

Verso l’automazione del controllo della linea di produzione

Come abbiamo già avuto modo di accennare, automatizzare non significa necessariamente mobilitare uno smisurato flusso d’investimenti. A questo proposito, abbiamo ritenuto opportuno mettere in evidenza come, anche con piccole modifiche nel coordinamento delle fasi di produzione, si possano ottenere grandi risultati.

1) Automatizzare la raccolta dati

Qual è l’identikit dell’azienda o dell’ente che necessita di automatizzare il controllo della linea di produzione? Rientrano in questo insieme tutte quelle imprese ferme alla compilazione quotidiana delle schede di produzione da parte degli operai che, a fine giornata lavorativa, devono consegnarla al responsabile di produzione.

Altro segnale-spia che suggerisce un’automazione dei dati è il modo in cui si verificano i problemi di produzione: se per risalire all’origine di un fermo o un guasto a un macchinario occorre interpellare gli operai, sicuramente l’azienda non sta mettendo a punto le strategie migliori per l’implementazione della supply chain con gli strumenti forniti dall’industria 4.0: ne consegue un’erosione delle potenzialità competitive.

In casi come quelli appena riportati, la soluzione migliore è l’automatizzazione della raccolta dati. Essa permette di eliminare tutte quelle procedure ripetitive che richiedono tempo per essere eseguite senza fornire alcun valore aggiunto immediato. Si pensi, ancora per fare un esempio, ai workflow documentali che, oltre a contenere grandi moli di dati, sono soggetti a flussi complessi e azioni ripetitive (scansioni, stampe, riepiloghi etc.) dove l’errore umano è sempre incombente.

Un’azienda che punta allo snellimento delle procedure di raccolta dati, grazie alla condivisione delle informazioni, prende le migliori decisioni nel minor tempo possibile. L’intervallo temporale risparmiato potrà quindi essere dedicato ad attività strategiche per il business.

Come rendere automatica la raccolta dei dati? Per effettuare tale trasformazione giungono in soccorso tablet e computer low cost che possono essere posizionati in prossimità dei banchi di lavoro dei macchinari. Sempre per restare in un’ottica lean, va detto che questi strumenti concorrono a formare punti di raccolta dati in grado di memorizzare in modo efficiente le informazioni di 5 operatori che lavorano su apparecchiature differenti.

Per snellire maggiormente le procedure, si potrà dotare ciascuna postazione di lettori di codici a barre o RFID che identifichino materiali, codici degli articoli e degli ordini di lavorazione. Questi strumenti possono essere forniti agli operatori oppure caricati sui sistemi di controllo delle apparecchiature stesse.

La verifica delle specifiche del prodotto limita le perdite di qualità e le non conformità, riducendo il rischio di errore umano. In questo caso, l’esecuzione elettronica automatica, la verifica della genealogia e dei registri di tracciabilità dei materiali offrono un prezioso aiuto nella riduzione dei costi relativi alla conformità e alla documentazione di qualità.

2) Misurazione dei consumi

In merito alla stima dei consumi, un’azienda che opera in una dimensione smart è sempre in grado di eseguire semplici operazioni:

  • ripartire i costi dei consumi di corrente tra i vari macchinari di produzione;
  • stabilire quanta parte di materie prime e prodotti di consumo si impiegano per completare una commessa;
  • verificare lo stato di salute e l’obsolescenza dei macchinari.

Riuscire a svolgere in qualunque momento le suddette azioni aiuta a definire meglio la gestione dei margini. Per portarle correttamente a termine è necessario implementare dei sensori di misurazione dei consumi sui macchinari esistenti al fine di controllare il costo di produzione di ogni singolo articolo o lotto oltre che l’impiego di risorse utilizzate nel processo produttivo.

3) Automatizzazione delle procedure di sintesi/analisi dei dati

Se al termine di ogni giornata lavorativa occorre inserire manualmente i dati di produzione su fogli Excel o se per ottenere risposte a una quest si rende necessario interpellare una pluralità di figure (dal responsabile del personale a quello della qualità), allora l’automazione della raccolta dei dati e la gestione dei consumi presenta delle evidenti falle.

In un sistema ottimizzato per la pianificazione operativa e la sintesi degli indicatori di qualità, i software hanno la funzione di integrare i dati elaborati con le metodologie aziendali al fine di creare report, tabelle e dati di riepilogo che devono rendersi immediatamente disponibili per gli enti decisionali.