Robotica

Come diventare esperto di robotica

La robotica è una branca dell’ingegneria che studia le procedure e i metodi per consentire a un robot, ossia a una macchina programmabile, di eseguire una serie di operazioni. Ma quali sono gli indirizzi di studio su cui è possibile orientarsi per approfondire la materia? In questo articolo si piega come si diventa esperti di robotica.

Cos’è la robotica

La distinzione principale all’interno della robotica è tra:

  • robotica industriale: ha come campo di applicazione l’industria, con l’obiettivo di progettare robot in grado di alleviare l’uomo da operazioni faticose o stressanti, tipiche dei lavori ripetitivi;
  • robotica umanoide: l’obiettivo è la progettazione di robot antropomorfi, ossia con sembianze umane, provvisti di un’intelligenza artificiale e che agiscono in maniera autonoma.

Attraverso la robotica è possibile insegnare a una macchina a svolgere un attività normalmente eseguita dall’essere umano. Per questo, nella formazione robotica, è necessario acquisire competenze in discipline quali la biochimica, la biologia e la filosofia. Ma quali sono i nuovi profili professionali legati alla robotica? Attualmente due sono le figure principali che in futuro potranno avere una grande richiesta da parte di enti pubblici e aziende private:

  • programmatore AI: programmatore dell’intelligenza artificiale;
  • robotic engineer: ingegnere robotico.

Nonostante possa apparire una disciplina troppo complicata, per la maggioranza della popolazione, la robotica e le professioni legate a essa sono tutt’altro che inaccessibili.

Come diventare esperti di robotica

Non c’è un percorso di formazione unico, per chi voglia diventare un esperto di robotica. Formazione e specializzazione possono essere completate sia in Italia che all’estero. La robotica ha un approccio multidisciplinare e le materie da studiare cambiano a seconda dell’ambito in cui si vuole operare. Le applicazioni infatti possono essere numerose: dalla chirurgia robotica alla bioingegneria, dall’automazione industriale alle neuroscienze, per citare solo alcuni degli ambiti in cui è possibile specializzarsi.

Quello che è certo è che bisogna studiare; in Italia sono diverse le università prestigiose, per chi vuole operare nel settore della robotica. L’ingegneria robotica nel nostro Paese ha una tradizione importante e permette di acquisire conoscenze tecnologiche e scientifiche in tre diversi settori:

  • automazione;
  • robotica mobile;
  • robotica industriale.

La facoltà di ingegneria robotica consente agli studenti di conoscere i principi di funzionamento dei robot e di approfondire la materia dell’automazione. I futuri ingegneri robotici avranno così le competenze per progettare, costruire e collaudare sistemi robotici. Ovviamente si tratta di un settore in cui è previsto il lavoro in team, in quanto è una branca multidisciplinare che presuppone diverse competenze, come la psicologia, l’automazione, l’informatica, la meccanica, la biologia e la linguistica.

Spesso l’ingegnere robotico lavora su commissione da parte di aziende, che richiedono la progettazione e la costruzione di sistemi robotici utili alla produzione di beni o servizi. C’è dunque la possibilità di svolgere una carriera, oltre che nell’ambito della ricerca universitaria, nel settore pubblico e privato, come liberi professionisti.

L’università italiana propone corsi di laurea prestigiosi in quanto il nostro Paese è il sesto mercato mondiale, per quanto riguarda la progettazione di dispositivi robotici, ed è tra i primi dieci produttori.

Oltre alle università, ci si può orientare sui centri nazionali di ricerca, che collaborano sia con la grande industria che con il settore pubblico.

Dove formarsi per diventare esperti di robotica

L’Università di Pisa propone un corso di Laurea in Ingegneria Robotica e dell’Automazione: gli studenti hanno l’opportunità di acquisire gli strumenti per la gestione e il controllo dei sistemi di automazione. Il corso è suddiviso i quattro sezioni e prevede lo studio di:

  • meccanica dei robot;
  • controllo dei processi robotici;
  • robotica;
  • informatica e sistemi in tempo reale.

Ovviamente per l’iscrizione è richiesta la conoscenza dell’inglese, oltre che una laurea triennale con crediti ottenuti in fisica e matematica. Sempre a Pisa c’è l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna; si tratta di uno dei centri di ricerca più prestigiosi, un vero e proprio laboratorio di innovazione tecnologica. L’obiettivo dell’istituto è la formazione di risorse in grado di progettare robot che possano operare nel settore dell’ambiente.

Un’altra università che offre la possibilità di una formazione in robotica è quella di Bologna, con il corso triennale di Ingegneria dell’Automazione; inoltre, dal 2016, sempre l’università di Bologna ha attivato un master biennale in Chirurgia Urologica Robotica; il corso è organizzato con la collaborazione di realtà ospedaliere di Bologna, Firenze, Abano Terme e Bassano del Grappa. Nel piano didattico sono previste materie come tecniche chirurgiche mininvasive in urologia, chirurgia renale, prostatectomia robotica, chirurgia vescicale robotica.

L’università di Genova si distingue per il corso di laurea in Robotics Engineering; è previsto lo studio, tra le altre, di materie come automazione, bioingegneria, meccatronica, tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Gli studenti iscritti hanno anche la possibilità di affrontare un periodo di studio in un’università estera, per completare il percorso didattico. Al termine del primo anno di corso, gli iscritti dovranno scegliere fra i tre indirizzi disponibili:

  • robotica autonoma;
  • biorobotica;
  • robotica industriale e di servizio.

Il settore della robotica biomedica è in grande evoluzione, soprattutto in ambito clinico. Anche a Torino e Catanzaro ci sono corsi universitari di ingegneria biomedica; in Italia se ne contano circa dieci, tra corsi triennali e corsi di laurea magistrale.

Sempre a Genova c’è l’Istituto italiano di Tecnologia; si tratta di un centro di ricerca prestigioso, che si distingue per le tante iniziative nel campo della robotica: un esempio illustre è iCub, ossia il robot bambino, un progetto che prevede la creazione di umanoidi che in un futuro non lontano potranno lavorare con gli esseri umani.

Una delle creazioni dell’IIT è il robot R1, un automa che costituisce un’evoluzione dei primi prototipi nati dal progetto iCub.

Un corso di laurea potrebbe non essere sufficiente per diventare esperti di robotica; il consiglio è di frequentare anche un master, magari tra i più accreditati, come quello che viene organizzato dall’Università di Trieste: si tratta di un master di livello II, denominato Master in Robotics.

Il fiore all’occhiello del corso è la collaborazione con università e aziende europee, per dare la possibilità agli iscritti di acquisire competenze vaste; al termine del master lo studente avrà le skills necessarie a operare nel settore, mettendosi a disposizione di enti pubblici e aziende private che ricercano figure di esperti in robotica.

Per chi volesse andare all’estero, per prepararsi a una carriera di esperto di robotica, sono da segnalare il Politecnico Federale di Zurigo, che ogni anno organizza il Master of Science in Robotics: si studiano ingegneria meccanica, informatica e ingegneria elettronica; il corso dura in totale nove mesi e dà la possibilità di ottenere 90 crediti.

Fuori dall’Europa uno tra i master più interessanti in robotica si tiene negli Stati Uniti, nell’University of Maryland.