Management della produzione

L’intelligenza artificiale entra in produzione

L’evoluzione tecnologica e l’intelligenza artificiale

È da anni in atto una ricerca costante e continua in campo informatico che potrebbe portare presto a dei risultanti sociali, politici ed economici davvero sorprendenti. Infatti molti esperti affermano con sicurezza che la nostra epoca può essere intesa come una lunga e costante Rivoluzione Industriale, la quarta per la precisione, con il progresso tecnologico che la fa da padrone.

Proprio la tecnologia e la sua evoluzione nel tempo ha portato a numerose novità. Basti pensare che nel giro di vent’anni siamo passati da avere pochi cellulari, e per lo più piuttosto scadenti, ad avere oggi elettrodomestici, macchinari e veri e propri robot all’interno delle abitazioni, dotati di intelligenza artificiale. Se questo passaggio è stato fatto a livello sociale e individuale, posizionandosi su un livello societario o industriale il progresso è ancor più sensazionale. Infatti il progresso tecnologico è arrivato a realizzare prototipi robotici che consentano di svolgere le stesse mansioni assegnate agli uomini.

L’unica differenza è che tale lavoro viene svolto dalle macchine con estrema precisione, riducendo al minimo gli errori o gli sprechi e a una velocità stimata in circa il sestuplo rispetto all’attività svolta dagli umani. Proprio per questo motivo si è cercato di portare avanti un discorso di questo genere per consentire all’industria di avere vantaggi sempre maggiori, riducendo sia i costi che il tempo impiegato per portare a termine l’intero processo produttivo di ogni singolo prodotto realizzato. L’evoluzione dell’automazione industriale è sempre in costante ricerca; l’obiettivo principale delle industrie che intendono raggiungere determinati obiettivi produttivi ed economici è quello di inserire regolarmente l’intelligenza artificiale all’interno del processo produttivo.

L’intelligenza artificiale come base della futura automazione industriale

Il passaggio che prevede l’inserimento regolare e non aggressivo di impianti e robot dotati di intelligenza artificiale all’interno delle industrie sta avvenendo a partire da questi anni. Imprenditori e società industriali sono ormai consapevoli che il livello raggiunto nel campo dell’evoluzione tecnologica e dell’intelligenza artificiale è tale da provvedere ad un uso di dispositivi di questo genere in campo economico, e nello specifico si vuole affidare ad essi la gestione dell’intero processo produttivo. Si sta quindi tentando di giungere a quel concetto noto come Industry 4.0, che prevede la completa sostituzione del fattore umano da impiegare nell’industria con robot dotati di intelligenza artificiale. Secondo gli esperti il futuro sarà caratterizzato da una collaborazione tra il settore dell’industria e quello informatico sempre maggiore e sempre più stretta. L’affidamento dell’intero ciclo produttivo è possibile solamente nel caso in cui i robot riescano a ricevere, immagazzinare, studiare e applicare dati informativi che vengono loro forniti in maniera costante.

Il ”machine learning” come svolta nel processo produttivo

L’intelligenza artificiale raggiunta al giorno d’oggi consente già di realizzare il cosiddetto ”machine learning”. Si tratta di un apprendimento automatico che le macchine e i robot sono in grado di mettere in atto, sulla base dei dati ricevuti e delle informazioni immagazzinate, al fine di migliorare la propria attività, ottimizzandola. In questo modo i robot non solo lavoreranno per l’industria al fine di realizzare un prodotto finito o un servizio, ma troveranno soluzioni ai problemi posseduti all’interno del ciclo produttivo, oppure miglioramenti che comportano un risparmio di energia o di tempo. Una volta trovata la soluzione o il miglioramento, il robot sarà persino in grado di comunicare a tutti gli altri componenti del sistema dell’automazione industriale l’idea individuata.

Un sistema di questo genere è realmente possibile. L’uomo, lavoratore dipendente o manager di un’industria tradizionale, è in grado di recepire e ottimizzare solamente l’1% di tutte le informazioni possedute. Mediante l’intelligenza artificiale si vuole tentare di risolvere un problema di questo genere, sfruttando la ”mente” robotica per studiare le informazioni presenti all’interno del processo produttivo, al fine di comprendere nell’industria il 99% delle informazioni che generalmente si tralascia. Proprio per questo motivo l’inserimento di un sistema del genere Industry 4.0 nella produzione potrebbe realmente cambiare il futuro dell’economia e della società. L’obiettivo dunque è quello di ottenere un’industria completamente auto-gestita e costantemente ottimizzata da macchinari e robot che possono usufruire dell’intelligenza artificiale.

L’hi-tech non esclude il lavoro umano

Se è vero che il reale progetto della Quarta Rivoluzione Industriale e dell’Industry 4.0 è quello di raggiungere la creazione di un intero processo produttivo industriale affidato ai robot, è anche vero che questo progetto non è nella nostra società totalmente fattibile. Infatti i governi stessi hanno tentato di rimandare nel tempo questo tipo di idea, per salvaguardare il lavoro dipendente all’interno delle industrie. Un progetto di questo tipo lascerebbe disoccupati circa sette milioni di persone: un dato davvero preoccupante. Ma ciò che si deve concepire in un tale discorso futuristico, è che l’uomo e i robot potranno lavorare insieme.

L’uomo si dovrà occupare di tutto il reparto manageriale e organizzativo dell’industria, mentre ai robot sarà affidato il reparto operativo. In realtà nell’industria moderna, anche se non ancora del tipo Industry 4.0, sono richieste figure altamente specializzate in campo informatico ed esperte dell’automazione industriale al fine di comunicare con tali dispositivi hi-tech. Dunque all’uomo vengono affidati i compiti più importanti, ossia quelli di guidare l’industria, di gestire le soluzioni di mercato, di organizzare l’intero processo produttivo e quello di interagire con le macchine operaie. Il sistema di interazione che generalmente è previsto nei robot è di tipo ”touch”, come ormai lo è la generalità dei dispositivi elettronici e tecnologici, anche al di fuori del campo industriale.

L’automazione industriale oggi

Come detto, il processo che porta ad inserire automi all’interno dell’industria è già in atto da qualche anno. In Europa, negli Stati Uniti d’America, in Cina e Giappone, ma anche in tutto il resto del mondo, specialmente quello altamente industrializzato e tecnologicamente avanzato, si utilizzano robot e macchinari dotati di intelligenza artificiale. Basti pensare ad esempio al settore industriale che si occupa della realizzazione delle vetture. La precisione con le quali esse vengono realizzate è dovuta proprio alla perfezione robotica presente all’interno del processo produttivo. Anche la produzione di smartphone, personal computer e altri dispositivi hi-tech è affidata in parte o quasi totalmente ad automi. L’uomo però possiede sempre un ruolo insostituibile relativamente al design, alla ricerca di mercato messa in atto per conoscere i bisogni dei consumatori, alle strategie di mercato e alle decisioni manageriali, ossia ruoli che conducono l’industria quotidianamente a livelli sempre più alti, ma che in futuro potranno essere assegnati a robot dotati di intelligenza artificiale.