Semi-automazione dello stoccaggio: quando l’ingombro del satellite decide i livelli di carico

La tecnologia satellite è oggi una delle vie più praticate per automatizzare un magazzino senza riprogettarlo da zero. In un sistema multiprofondità, però, ogni livello di carico paga un pedaggio in altezza, e una quota rilevante di quel pedaggio è l’ingombro verticale della navetta.
Con L-SOLE, satellite sviluppato da Logaut per il Gruppo Modulblok, quel pedaggio si riduce a 105 millimetri.
L’automazione dello stoccaggio non è più una scelta di frontiera
La crescita dell’e-commerce, l’aumento della frequenza di rifornimento, la moltiplicazione delle referenze e la pressione sugli spazi hanno reso l’automazione dell’intralogistica una tendenza consolidata, alla quale si somma un fattore di peso crescente nelle valutazioni di progetto: la carenza e l’invecchiamento del personale di magazzino. Non tutte le realtà, però, sono in condizione di affrontare il salto verso un impianto interamente automatico, che comporta investimenti rilevanti, fermi operativi e una riprogettazione dei flussi. Si è così affermata una via intermedia, che automatizza la fase più onerosa del ciclo lasciando invariato il resto: la movimentazione all’interno del canale di stoccaggio. È il principio su cui si basano i magazzini automatici con satellite.
Il principio di funzionamento
Nei sistemi a satellite il carrello elevatore non accede alla scaffalatura: deposita la navetta all’imbocco della corsia e opera esclusivamente sul fronte. È il satellite a percorrere il canale in autonomia, trasferendo l’unità di carico fino alla posizione assegnata o riportandola verso l’esterno in fase di prelievo.
I benefici agiscono su tre piani. La densità di stoccaggio aumenta, perché i canali multiprofondità non devono più essere dimensionati sul passaggio di un mezzo con operatore a bordo. I tempi di deposito e prelievo si riducono, perché il carrello lavora sul solo fronte mentre la navetta opera in parallelo all’interno del canale. Il livello di rischio cala, perché l’operatore non manovra più dentro la struttura.
In questo tipo di impianto, tuttavia, un parametro condiziona il risultato più di quanto la scheda prestazionale lasci intendere, e non riguarda le prestazioni della navetta ma il suo ingombro verticale.
105 millimetri: dove L-SOLE recupera un livello di carico
Nella maggior parte dei casi il magazzino non si espande in superficie: si espande in altezza, oppure non si espande affatto. Quando il vincolo è la quota sottotrave di un capannone esistente, di una cella refrigerata o di un fabbricato non demolibile, ogni centimetro sottratto al carico utile è capacità che non entra a bilancio. E in un sistema multiprofondità l’interasse tra un livello e il successivo non dipende soltanto dall’altezza dell’unità di carico: concorrono la guida su cui corre il satellite, la corsa di sollevamento, i franchi di sicurezza e, in misura determinante, l’ingombro verticale della navetta, che deve transitare sotto l’unità di carico per prelevarla. È un pedaggio invisibile nel capitolato e ben visibile nel prospetto della scaffalatura: su una struttura di quindici o venti metri, poche decine di millimetri ripetute su ogni livello valgono un piano intero di stoccaggio.
È esattamente il punto su cui interviene L-SOLE, il satellite sviluppato da Logaut, società del Gruppo Modulblok. Con un’altezza totale di 105 mm, la conseguenza è diretta e quantificabile già in fase di progetto: a parità di altezza disponibile, la scaffalatura può ospitare un livello di carico in più. In un magazzino autoportante — o in qualunque impianto in cui la stessa sezione si ripete per decine di campate — quel livello aggiuntivo si moltiplica per l’intero sviluppo della struttura, e il guadagno si distribuisce su più voci:
- posti pallet in più a parità di superficie occupata, senza ampliamenti né nuove aree da urbanizzare;
- stesso costo di fondazione e di struttura portante ripartito su una capacità maggiore;
- nessun metro cubo aggiuntivo da riscaldare, refrigerare o illuminare, con un beneficio energetico che si ripete a ogni anno di esercizio;
- rinvio o annullamento di un investimento edilizio, quando l’alternativa al recupero di capacità è un nuovo edificio.
Le restanti dimensioni rientrano nello standard di categoria: 1.072 mm di lunghezza e 1.042 mm di larghezza, distanza tra i pallet in corsia di 40 mm, temperatura di esercizio compresa tra +5 e +45 °C.
Prestazioni invariate
La riduzione dell’ingombro verticale non ha comportato alcun ridimensionamento delle prestazioni operative, a partire dalla capacità di carico. L-SOLE movimenta unità di carico fino a 1.000 kg in configurazione standard e fino a 1.200 kg previa verifica dell’ufficio tecnico, su profondità di canale da 800, 1.000 o 1.200 mm, con piano di carico a 950 mm e peso proprio di 300 kg batterie incluse. La velocità di traslazione è di 1 m/s, dichiarata identica a vuoto e a pieno carico — ed è il valore sotto carico, del resto, l’unico che entra nel dimensionamento del ciclo. Il tempo di sollevamento e discesa a pieno carico è di 1,5 s, con precisione di posizionamento di ± 10 mm. La trazione è affidata a quattro ruote motrici, con motori brushless in classe di servizio S1 da 0,54 kW per la traslazione e altrettanti per il sollevamento; la rumorosità dichiarata si mantiene al di sotto di 75 dB.
Dotazione di serie e perimetro di fornitura
Un secondo elemento distintivo non riguarda un dato di targa, ma il confine tra dotazione base e opzioni: è la voce che, nel confronto tra offerte apparentemente allineate, sfugge più facilmente alla comparazione, perché non viene richiesta a capitolato quando la si dà per acquisita.
Su L-SOLE rientrano nella configurazione standard:
- doppio laser scanner per la protezione dell’operatore, senza pacchetti di sicurezza da integrare in un secondo momento;
- posizionamento automatico, che rende ripetibile l’interasse tra i pallet indipendentemente dall’operatore;
- gestione automatica del debordo dell’unità di carico, la funzione che evita il fermo corsia sul pallet fuori sagoma;
- bloccaggio magnetico automatico sul carrello elevatore durante il trasferimento da una corsia all’altra: è il dispositivo di sicurezza che Logaut è stata la prima a studiare e a realizzare per vincolare il satellite alle forche, e che è stato in seguito adottato anche da altri costruttori;
- trazione integrale sulle quattro ruote, che mantiene la velocità dichiarata anche con carichi decentrati in fondo al canale.
Sono funzioni che una parte del mercato colloca a listino separato. La differenza passa spesso inosservata in fase di gara e si manifesta a impianto avviato, quando un pallet fuori sagoma blocca la corsia e la gestione dell’eccezione richiede un intervento manuale che la navetta avrebbe potuto risolvere in autonomia.
Alimentazione e continuità di turno
L’alimentazione è affidata a una batteria agli ioni di litio da 48 V/22 Ah dotata di BMS: autonomia dichiarata di 8-10 ore in utilizzo standard, tempo di ricarica inferiore a 2,5 ore a 20 °C e vita utile superiore a 1.000 cicli con scarica all’80-85%.
La batteria è estraibile, come su tutti i satelliti della gamma, ma su L-SOLE l’estrazione avviene dal fronte della navetta anziché dall’alto. La differenza è meno marginale di quanto appaia: la sostituzione si esegue senza rimuovere il materiale presente sul satellite, mentre l’estrazione dall’alto impone di liberare preventivamente il piano di carico.
Il vantaggio si misura soprattutto in caso di fermo macchina in corsia, dove il recupero dell’unità di carico prima dell’intervento sull’alimentazione è l’operazione più onerosa. E incide sulla normale gestione dei turni, perché consente di sostituire la batteria anziché attendere la ricarica, dimensionando la flotta di navette sul fabbisogno reale invece di prevedere una riserva destinata a coprire le finestre di ricarica.
Dove il guadagno in altezza pesa di più
Il recupero di quota non ha lo stesso valore in tutti i contesti. Incide in modo particolare in quattro situazioni:
- magazzini ricavati in fabbricati esistenti, dove la quota sottotrave è un vincolo non negoziabile;
- celle refrigerate e ambienti condizionati, in cui ogni metro cubo di volume ha un costo energetico ricorrente;
- magazzini autoportanti e impianti di grande sviluppo, dove il livello aggiuntivo si moltiplica per l’intera struttura;
- progetti di ampliamento in cui l’alternativa al recupero di capacità è la costruzione di un nuovo edificio.
Quanti livelli di carico può restituire il vostro impianto?
Per valutare quanti livelli L-SOLE può recuperare su un impianto esistente o in progetto è possibile richiedere una verifica tecnica preliminare sulla sezione della scaffalatura e sui flussi di corsia.






