Che cos’è il Virtual Commissioning

Per comprendere in cosa consista questa tecnologia è necessario fare un breve accenno all’Industria 4.0; si tratta di una forma di organizzazione che mette in relazione il meglio della tecnologia cibernetica con le risorse umane, con lo specifico obiettivo di rispettare l’ambiente, migliorare la sicurezza sul lavoro e ottenere il massimo della produttività.

L’industria 4.0 presuppone un investimento economico mirato all’acquisto di centri di lavoro CNC e specifiche automazioni, dove il tutto è controllato da un software sofisticato e configurato appositamente per l’ambiente in cui opera.

Il personale che lavora in un laboratorio 4.0 è perfettamente integrato con il computer: potrà beneficiare della massima sicurezza e avrà l’opportunità di sfruttare tecnologie precise e organizzate, dove il margine di errore sarà praticamente nullo.

Il Virtual Commissioning ha un’importanza basilare; permette in pratica la perfetta configurazione di un ambiente 4.0: vediamo in che modo tutto ciò è reso possibile.

Virtual Commissioning: come funziona

Questo insieme di operazioni permette di programmare, testare e configurare i vari macchinari a controllo numerico che collaborano in un processo integrato completamente automatico.

Nel dettaglio, il Virtual Commissioning consiste in una simulazione virtuale che ha come obiettivo finale la risoluzione degli errori durante la produzione e l’ottimizzazione dei vari processi.

Lo scopo è quello di ridurre i tempi e mantenere comunque un rigoroso ordine, la pulizia degli ambienti e la precisione in ogni singola lavorazione.

Tale simulazione viene applicata al Digital Twin, cioè il metodo mediante il quale si crea una copia digitale dei processi esecutivi. In ambito industriale, il Digital Twin diventa pertanto la Plant Simulation, mediante la quale si procederà alla verifica del funzionamento dell’impianto e di ogni singola procedura.

Come si crea il Digital Twin

Il Digital Twin consiste nella copia di qualcosa di reale e applicato a un software, permette di creare una riproduzione; quest’ultima si può ottenere in due modi:

  • riproduzione grafica: si esegue un modello in 3D cercando di rispettare fedelmente ogni tratto;
  • riproduzione virtuale: si utilizzano degli schemi dove si mettono in relazione fra loro diversi elementi (tecnica degli elementi discreti). In alternativa si usano un insieme di regole che descrivono dettagliatamente un progetto.

La riproduzione grafica si basa sul disegno CAD 3D, di cui un valido esempio è Solid Edge, un programma che si basa sulla tecnica del total modeling, che permette oltre alla realizzazione grafica dettagliata degli oggetti, una valutazione completa che include i loro ingombri, i pesi e le caratteristiche fisiche di tipo sia statico che dinamico.

Un esempio di riproduzione virtuale è proprio la plant simulation, che usa uno schema mediante il quale tutte le varie macchine vengono abbinate e impegnate in un processo produttivo, con il fine di individuare errori o imprecisioni e procedere alla loro eliminazione.

La tecnica delle regole può invece essere usata quando un’azienda ha ben chiaro come deve essere il processo (know how) e permette mediante l’uso di uno schema prestabilito e organizzato, di ottenere grandi risultati in termini di efficienza, risparmio energetico e gestione del personale.