I cobot (collaborative robot), nell’industria 4.0, rappresentano una forza lavorativa.

Questa forza consente alle imprese di poter progredire rapidamente nel processo evolutivo e potenziare la fase di lavorazione di un prodotto o realizzazione di un progetto.

Cosa sono i cobot

Robot collaboratori, cobot e corobot: tutti questi termini, sinonimi tra di loro, stanno a indicare uno strumento efficiente che nell’industria 4.0 potrebbe ritagliarsi uno spazio sempre più ampio.

Quando si fa riferimento a questi strumenti occorre parlare di automi che hanno uno scopo ben preciso, ovvero quello di collaborare con l’uomo, come suggerisce il nome stesso

Questo non vorrà dire mettere da parte l’operaio umano, che quindi non si vedrà costretto a dover cercare altri impieghi dove la tecnologia non è strettamente necessaria.

I cobot, per l’automazione industriale, rappresentano un’importante aggiunta all’interno delle aziende e fabbriche, dati gli impieghi per i quali gli stessi verranno adoperati, facendo in modo che il concetto di lavoro possa essere maggiormente sicuro.

Per quali impieghi verranno sfruttati i cobot

I cobot saranno utilizzati per lo svolgimento di tutte quelle mansioni stancanti, ripetitive e logoranti che spesso non vengono eseguite con gradimento da parte dell’uomo.

Per esempio, un applicativo tipico nel quale si farà utilizzo dei cobot consiste nell’assemblare dei pezzi di prodotto nella catena di montaggio: questi macchinari svolgeranno tale compito con la massima precisione.

La forza lavoro umana sarà dunque impiegata in mansioni meno fisiche ma, allo stesso tempo, maggiormente delicate, come potrebbe essere il controllo sulle diverse parti che andranno a comporre un prodotto, o procedure similari che richiedono attenzione.

I cobot non saranno quindi i lavoratori del prossimo futuro che andranno progressivamente a sostituire il ruolo dell’impiegato in carne e ossa, ma andranno a coprire tutte quelle particolari mansioni che un uomo potrebbe non essere in grado di svolgere a lungo.

Assistenti dotati di intelligenza artificiale che collaboreranno all’interno dello stesso ambiente con l’uomo, svolgendo anche i compiti più rischiosi: questo è lo scopo finale che identifica la nascita dei cobot.

L’evoluzione del mercato dei cobot

A partire dalla seconda decade degli anni 2000 i cobot sono divenuti sempre più presenti nel mercato del lavoro, evolvendosi costantemente e raggiungendo un grado di efficienza abbastanza elevato.

Sono diversi gli operatori del settore che hanno investito sulla realizzazione dei cobot.

Alcune realtà che operano nella realizzazione dei cobots sfruttano le tecnologie recenti che rendono gli automi maggiormente efficienti: multitasking, capacità di capire i comandi vocali e rielabolarli applicando quei termini nell’ambito lavorativo. Queste sono solo alcune delle peculiarità che contraddistinguono la nuova generazione di cobot.

In passato si parlava di strumenti che non collaboravano con l’uomo e che svolgevano i compiti autonomamente dopo essere azionati. Oggi è possibile parlare di automi in grado di cambiare ripetutamente mansione e dedicarsi a quella che gli viene indicata tramite comando vocale, facendo in modo che il lavoratore possa focalizzarsi su diversi altri aspetti lavorativi.

I cobot devono ancora trovare una loro dimensione all’interno delle industrie.

Faranno in modo che queste possano essere maggiormente produttive e soprattutto efficienti, ma molti imprenditori sono ancora bloccati nel concetto che questi strumenti potrebbero sostituire il lavoratore umano.