Automazione industriale

Il futuro dell’automazione industriale è adesso!

Già da diverso tempo, nel campo dell’automazione industriale, si parla di una nuova rivoluzione che cambierà radicalmente il mondo della produzione su vasta scala.
L’obiettivo, che in molti casi è stato già quasi completamente raggiunto, è quello di rendere la catena di montaggio completamente automatizzata, con la possibilità di controllare in remoto tutto il processo produttivo.
In gergo si parla di quarta rivoluzione industriale o di Industria 4.0.

Automazione industriale e nuove tecnologie

Robotica, nanotecnologie, connessione wireless e così via sono già presenti nelle nostre vite da anni. Non deve stupire, allora, l’idea di un’industria dove la manodopera sia costituita interamente da macchine intelligenti, efficienti ed interconnesse.
Lo scopo è quello di arrivare a sistemi di produzione più veloci, precisi e flessibili, con un vantaggio economico, ma non solo.

Di sicuro il risparmio energetico che l’industria 4.0 garantisce è un obiettivo importante in un mondo che si avvia ad ospitare circa dieci miliardi di persone nel giro di una manciata di decenni. Una maggiore velocità ed efficienza nella produzione garantiranno inoltre di fare fronte ad una domanda di beni in costante crescita.
L’ingresso delle nuove tecnologie nella catena produttiva è comunque già una realtà che permette anche di eliminare o quanto meno ridurre sia i rischi oggettivi per le persone, sia la possibilità dell’errore umano.

Protagonisti assoluti dell’automazione industriale sono i nuovi macchinari smart, dotati cioè della possibilità di comunicare ed interagire tra loro e con l’uomo, di scambiarsi grossi volumi di dati e di migliorare in questo modo le loro stesse prestazioni. Essi sono inoltre in grado di interagire con fornitori e clienti, gestendo l’intera catena produttiva in totale autonomia.

Un altro vantaggio è dato da una maggiore flessibilità. La possibilità di riconfigurare le macchine con facilità, per consentire la produzione di un oggetto in più varianti con lo stesso dispositivo, consente un notevole risparmio sia in termini di tempo che economici.

I protagonisti dell’automazione industriale: i cobot

I robot collaborativi, detti appunto cobot, si avviano ad essere i principali attori della prossima rivoluzione industriale. Si tratta di macchinari capaci di collaborare con gli umani nell’ambito di uno stesso ambiente lavorativo ad un livello mai raggiunto prima.
Sia pure solo in fase progettuale, questi robot esistono già dalla metà degli anni ’90, ma soltanto più di recente sono diventati una realtà all’interno delle fabbriche.
Capaci di muoversi in autonomia, dotati di sensori di prossimità e telecamere di sicurezza che permettono loro di spostarsi senza il rischio di collisioni, hanno anche schermi pensati per facilitare l’interazione con l’uomo e talvolta persino “visi” che imitano quelli umani.
I cobot inoltre non hanno bisogno di essere manovrati o programmati a priori perché, oltre ad essere autosufficienti, hanno la capacità di apprendere sul campo e sono forniti di alti standard di sicurezza per il controllo della forza in modo da evitare incidenti.
Più che uno strumento fornito all’uomo per agevolare il suo lavoro, dunque, i cobot sono dei veri e propri colleghi per gli operai delle fabbriche.

Oltre al lavoro manuale che possono facilmente svolgere grazie all’utilizzo di braccia meccaniche, i robot collaborativi sono in grado di occuparsi per esempio della gestione della logistica e della verifica in tempo reale dei processi di produzione che permette di correggere eventuali malfunzionamenti per evitare il fermo macchina.

Il prezzo di questi nuovi robot non è particolarmente elevato, per tale motivo anche le fabbriche medio/piccole sempre più spesso se ne dotano, anche grazie al fatto che i governi offrono incentivi per favorire l’automazione delle industrie.

Il ruolo del cloud nell’automazione industriale

Si chiama cloud computing l’altro grande protagonista dell’industria 4.0. È un termine generico che indica la possibilità di accedere in remoto a dati o applicazioni, in ogni momento e a diversi tipi di dispositivi. Il più noto è quello che consente l’archiviazione di dati, ma la tecnologia cloud riguarda anche la componente software e hardware.

Le tipologie di cloud che maggiormente interessano le industrie automatizzate sono quelle che permettono di affidare ad un provider esterno e specializzato la gestione delle risorse informatiche. In questo modo l’azienda non deve acquistare licenze o macchinari e non deve occuparsi della loro manutenzione. Inoltre con la formula pay per use l’utente paga solo se e quando utilizza una risorsa.

Le tipologie di cloud ad oggi più utilizzate sono tre:

  1. Iaas (Infrastructure as a Service) grazie a cui le aziende possono prendere a noleggio dei server virtuali, con cui gestire tutte le proprie infrastrutture.
  2. SaaS (Software as a Service) grazie al quale il consumatore può utilizzare dei software via internet senza doverne per forza acquistare la licenza.
  3. PaaS (Platform as a Service) sono piattaforme a cui il cliente accede facilmente tramite il proprio pc o smartphone per creare da sè applicazioni o servizi.

Gli effetti dell’automazione industriale sul mondo del lavoro

Il fattore che preoccupa di più, quando si guarda all’Industria 4.0 è sicuramente quello occupazionale. I più pessimisti tendono infatti a pensare che l’inserimento di macchine intelligenti vada a sostituire completamente la presenza dell’uomo e generi così un’ondata di disoccupazione di proporzioni epocali.

In realtà ciò non accadrà per diversi fattori: in primo luogo il processo di transizione verso una totale automazione dell’industria sta avvenendo in modo molto graduale, senza conseguenze notevoli. In secondo luogo è già in atto un reskilling che sta favorendo la nascita di nuove professioni. L’uomo in pratica si sta spostando semplicemente verso altri lavori, acquisendo nuove conoscenze e nuove abilità.

La manodopera umana di certo continuerà ad esistere ma sarà più specializzata.

L’automazione industriale e una nuova etica della produzione

Attualmente le industrie, per tenere basso il costo del prodotto finale e far fronte a costi di produzione molto alti, tendono alla delocalizzazione. Nei casi peggiori questo fenomeno si trasforma in uno sfruttamento della manodopera nei Paesi in via di sviluppo da un lato, e in un aumento della disoccupazione e del precariato nei Paesi più industrializzati dall’altro.
La previsione per il futuro è quella di una riduzione significativa della delocalizzazione, grazie appunto ai vantaggi offerti dall’automazione industriale.
La richiesta sempre crescente di nuove figure professionali potrà offrire nuove opportunità anche alle popolazioni dei Paesi più svantaggiati, a beneficio sia dei lavoratori, che dei produttori e dei consumatori finali.