Automazione industriale

Industry 4.0 e automazione industriale

Il rapporto tra automazione industriale e Industry 4.0

I concetti di automazione industriale e di Industry 4.0 vanno di pari passo. Infatti l’automazione industriale è un concetto perennemente in evoluzione. Raggiungere il pieno controllo robotico di un macchinario industriale che tende ad essere sempre più autonomo, grazie ad una tecnologia sempre più avanzata, magari con capacità di aggiornamento, non fa altro che condurre al concetto di Industry 4.0.

La capacità umana di penetrare sempre più a fondo all’interno del mondo informatico ha consentito di raggiungere livelli di automazione sempre più importanti. Questi tipi di automazione applicati all’interno di una fabbrica o di un’industria hanno consentito un sensibile miglioramento non solo nella catena produttiva, ma proprio a livello di ogni singolo robot. Migliorare l’automazione industriale non è però sempre semplice e questo può dipendere sia dalla possibilità di investimento posseduta dall’imprenditore o dalla società industriale, sia dal tipo di prodotto o servizio realizzato. La perfetta riuscita del controllo di una macchina, o robot, deve essere intesa non come il controllo di una qualche intelligenza artificiale posseduta dallo stesso apparecchio, ma come la gestione dei flussi energetici, informatici e materiali insiti nello stesso.

L’evoluzione dell’automazione industriale

Se si volge lo sguardo al passato, anche se è un’azione difficile specialmente all’interno dell’ambiente industriale, si può capire sia come sia perché l’automazione industriale sia venuta alla luce. I primi macchinari e i primi impianti sono stati concepiti per sostituire l’uomo al’interno delle fabbriche, in modo tale da evitare ad esso la realizzazione di compiti nocivi, o solamente estremamente ripetitivi, che portassero all’alienazione dello stesso dal mondo industriale al quale apparteneva. In seguito tali apparecchiature furono utilizzate anche per velocizzare il lavoro svolto precedentemente dall’uomo, al fine di ottenere un risparmio tempistico nella realizzazione di ogni singolo prodotto. Gli anni 2000 e il nuovo secolo hanno mutato l’idea di fondo dell’automazione industriale. Ad ogni singolo robot, infatti, è consentito ormai di gestire vere e proprie informazioni, di capirle e agire di conseguenza.

L’automazione industriale ai nostri giorni e nel futuro

Se la nascita dei primi macchinari apparteneva alla Prima Rivoluzione Industriale, L’Industry 4.0 ha come madre la Quarta Rivoluzione Industriale, che sta avvenendo in questi anni, anche se non tutti ne sono realmente consapevoli. L’automazione industriale ha avuto una notevole evoluzione e per questo motivo l’Industry 4.0 ha come idea quella di affidare ai robot, agli impianti e ai macchinari industriali la realizzazione di un intero processo produttivo, che sarà dunque totalmente interconnesso tra ”gestori” e automatizzato. L’idea di affidare la produzione presente e futura ai macchinari, sia per la velocità che per la precisione e, di conseguenza, per la qualità del prodotto realizzato, si fonda su quattro punti fondamentali.

Innanzitutto le tecnologie odierne consentono un corretto utilizzo informatico e di dati, con un sistema che consente di centralizzare e conservare il flusso di informazioni che circola attraverso il sistema robotico. Il secondo passo da realizzare per ottenere un modello di Industry 4.0 è quello di valorizzare i dati raccolti. Infatti, si stima che solo una bassissima percentuale delle informazioni industriali, che si aggira addirittura intorno all’1%, viene realmente utilizzato oggi. Riuscire a spremere l’intero bagaglio di informazioni, recepirle correttamente e riuscire ad adoperarle può comportare all’industria dei vantaggi davvero notevoli, sia internamente che sul mercato in cui la stessa opera.

Si è così pensato che l’Industry 4.0 possa essere costituita dal cosiddetto ”machine learning”: grazie a questo sistema i robot potrebbero addirittura imparare nozioni durante lo svolgimento del proprio compito, migliorandosi e facendo capire alle altre macchine i dati e le informazioni che ha raccolto, per consentire un miglioramento generale. L’uomo viene relegato alla terza fase del processo Industry 4.0. Egli si occuperebbe della gestione robotica e dell’intera automazione industriale, grazie alla tecnologia ”touch” che consente di interagire direttamente con il macchinario o con l’impianto automatizzato, influenzando la loro attività e, di conseguenza, migliorando l’intero sistema produttivo. Il punto più importante però dell’Industry 4.0 è quello di passare dal sistema di informazioni, dati e di miglioramento (sia automatico che manuale) a quello reale e industriale. Si tratta dunque della realizzazione effettiva dei compiti imposti, ma anche della stampa 3D, delle comunicazioni, delle interazioni tra macchine e tra robot.

I vantaggi dell’automazione industriale e dell’Industry 4.0

Vi sono notevoli vantaggi nell’implementazione di un sistema di questo genere. Se è vero che l’Industry 4.0 è un concetto di difficile realizzazione, sia per i costi che per l’impossibilità in certe realtà e in certi settori di sostituire completamente la figura umana all’interno della catena produttiva, è anche vero che l’automazione industriale avanzata è comunque un concetto già insito all’interno delle nostre industrie.

Queste due concezioni industriali porterebbero, innanzitutto, vantaggi a livello qualitativo. Le intelligenze artificiali, infatti, consentono di ottenere dei risultati eccellenti dei prodotti realizzati, con il minimo scarto di prodotti difettosi (se non addirittura uno scarto pari a zero) e una precisione nella realizzazione di ogni fase pressoché perfetta. Dunque il cliente è garantito sulla qualità, sull’affidabilità e sull’efficienza del prodotto acquistato.

Il secondo vantaggio è in termini di tempistiche. L’automazione robotica avanzata, ma ancor di più l’Industry 4.0, consentono di raggiungere lo stadio di prodotto finito in molto meno tempo. Ciò significa un vantaggio sia a livello economico, sia a livello strategico. Infatti una volta che l’industria riesce ad ottenere nello stesso tempo un numero molto più alto di prodotti, allora il management dell’industria potrebbe individuare nuove mercati e nuove domande da soddisfare, incrementando il numero di clienti fedeli e assicurandosi un volume d’affari ancora più grande. A parte la spesa sostenuta inizialmente per l’acquisto dei macchinari e dei robot, l’automazione industriale garantisce un costo molto basso. Infatti si dovrebbe tenere conto di costi periodici di manutenzione e di controllo del corretto funzionamento, oltre a quelli di elettricità, oli necessari e altri elementi.

Il problema inverso: la disoccupazione

Come in ogni Rivoluzione Industriale, anche la Quarta, ossia quella riferita all’Industry 4.0, crea un problema essenziale per il futuro del mondo. Se ogni lavoratore umano o un gruppo di essi viene licenziato per far posto ad un robot si creerebbe un problema sociale; essi infatti si troverebbero senza occupazione. Se tutte le industrie decidessero contemporaneamente di attivare una politica di questo genere, ossia che preveda la sostituzione completa del componente umano all’interno del proprio processo produttivo, si arriverebbe a creare una disoccupazione di circa sette milioni di cittadini. Per questo motivo anche i governi stanno cercando di rallentare una trasformazione totale di questa entità, rimandando agli anni futuri la possibilità di ottenere delle industrie robotiche, che comportano molti vantaggi, ma che sono ancora concepite come socialmente dannose.