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Supply Chain più efficienti con automazione industriale e big data

54551800 - internet of things (iot) and digital business process automation concept supporting industrial value chain.

Iperautomazione, connessione e data entry

La smart factory, la fabbrica del futuro pone le sue basi oltre che su un’automazione estrema e intelligente, sulla collaborazione tra personale umano e robot, ma principalmente sulle informazioni.
Il monitoraggio dei flussi di una Supply Chain e la possibilità di intervenire per una revisione in tempo reale, non sarà più un sogno ma realtà quotidiana.

La mission dell’industria 4.0 è produrre just in time, partorire prodotti che rispecchino la richiesta del momento, individuare opportunità, migliorare la logistica, conoscere i prezzi di mercato e i tempi di consegna del panorama commerciale mondiale, onde poter adeguare la Supply Chain ad una produzione ottimale.
Niente sprechi dunque e risorse impegnate nella direzione giusta; la chiave di Volta per una produzione sostenibile ed un’economia intelligente.
Una perfetta architettura industriale consente operazioni in sinergia tra tutti i reparti, dalla direzione alla produzione.

La vecchia concezione prevedeva vari settori assimilabili a cellule a sè stanti seppur facenti parte di uno stesso organismo; ognuna di queste unità aveva una vita a sè, badava esclusivamente a ciò che produceva e non conosceva la realtà della cellula adiacente.
Le moderne realtà produttive invece sembrano quasi dotare queste cellule, che più o meno conservano la funzione originale anche se riqualificata, di sinapsi che consentano loro un’interconnessione costante verso il resto dell’organismo produttivo.
Iperautomazione, connessione e data entry costante saranno i requisiti che la fabbrica del futuro dovrà possedere, in mancanza dei quali non reggerebbe il confronto con realtà in tal merito strutturate.

L’automazione industriale

Service Now nella recente inchiesta “Today’s State of Work: At the Breaking Point” ha appurato che le industrie europee, sia piccole che grandi, che si adegueranno alle nuove tecnologie vedranno i propri ricavi aumentare di circa 7 volte.
Il 91% dei soggetti coinvolti nell’analisi statistica è consapevole del fatto che Robot, intelligenza artificiale, macchinari ultra-performanti renderanno le Supply Chain più efficienti, il 51% ha già avuto esperienze in smart farm, mentre il 21% si dichiara idoneo e disponibile ad imparare ad utilizzare le nuove automazioni.
Le aziende che si adegueranno recupereranno in tempi brevissimi il capitale investito.

Chi teme che robot, intelligenza artificiale e cognitiva possano prendere il posto degli attuali operai, dovrà ricredersi; il personale dovrà semplicemente riqualificarsi, imparare a fare altro.
Tutti i macchinari saranno interconnessi tra loro e provvederanno in autonomia alla propria autodiagnosi e manutenzione, grazie alla IoT entro il 2020 i meccanismi automatizzati supereranno gli umani in velocità, capacità e qualità.
Nella fabbrica 4.0 la flessibilità della Supply Chain consentirà addirittura di personalizzare i prodotti finali, adattandoli alle esigenze di ogni singolo cliente.
I robot lavoreranno fianco a fianco con l’uomo e da questi impareranno.

Grazie alle tecnologie 3D, realtà virtuale e aumentata, i progetti saranno dapprima riprodotti in laboratorio, sperimentati, migliorati e poi messi in produzione.
Le strutture produttive saranno in grado di approvvigionarsi di energia al prezzo più vantaggioso e senza eccessi di fornitura, sprechi o dispersioni.

L’importanza dei Big Data

Nell’immediato futuro (in alcuni casi nel presente) avremo Supply Chain più efficienti con automazione industriale e big data, purché agiscano in sinergia.
Ad oggi la maggior parte delle aziende utilizza solamente l’1% dei dati disponibili, dai quali invece potrebbero ricavare vantaggi enormi a partire dal machine learning, cioè da macchine che imparano a produrre in base alla richiesta.
Le fonti sono i big data, gli open data, Internet of things, machine to machine e cloud computing che pervengono di continuo grazie all’interconnessione e in quantità ciclopiche.

Questi dati vanno però interpretati, studiati, archiviati; il vettore competente è il settore Analytics, che svolge il ruolo fondamentale di ricavarne un valore analizzandoli e introducendo i relativi input all’interno della Supply Chain, rendendola più performante, ottimizzandone i processi produttivi (ICP).

Il KPI (Key Performance Indicator) è continuamente influenzato dai dati aleborati in tempo reale, dati che provengono per lo più da Internet, da dove vengono rilevati i suddetti parametri, specialmente tramite le piattaforme B2B, dalle quali si evince quali clienti hanno incrementato i propri acquisti, cosa comprano e quali sono le tendenze. Le diverse piattaforme B2B si scambiano macro dati tra loro riguardanti miliardi di transazioni che rivelano notizie preziosissime sui gusti degli utenti, tipologia di prodotti acquistati, tempi di consegna, volumi, pagamenti.

Il sistema Big Data Analytics si serve di due tipologie di informazioni per elaborare nuove strategie di produzione:

  • Operational based: rileva la produzione di documenti come fatture e consegne (ASN) dalle quali poter estrapolare dati relativi a orari di consegna e quantità vendute degli articoli monitorati, onde poter progettare miglioramenti dell’efficacia produttiva e dei margini di guadagno.
  • Business specific: analizza nel dettaglio quanto già osservato con i dati suddetti, cioè prezzi e caratteristiche degli articoli in dettaglio, grazie ai quali si possono individuare opportunità commerciali, migliorare i servizi, diminuire i costi della Supply Chain e della logistica.

La nuova industria prevede un approccio innovativo e per i più non molto familiare, ma nel contempo garantisce guadagni superiori e nuove opportunità per tutti.