Robotica

Robot e sicurezza sul lavoro

I robot, oggi, fanno sempre più parte dell’ambito lavorativo e proprio a questo proposito sono nate alcune discussioni importanti che riguardano l’utilizzo dei macchinari robotici e la sicurezza sul luogo di lavoro.

Alcuni casi di mancata sicurezza sul lavoro

Quando si parla di robot dotati di intelligenza artificiale, spesso si pensa che questi, una volta azionati all’interno di un’impresa, possano inizialmente operare in modo sereno per poi ribellarsi, come se si fosse in un film apocalittico dove le macchine prendono il controllo del mondo e schiavizzano l’umanità.

Ebbene, seppur questo concetto sia appartenente a un ideale fin troppo irrealistico, la tematica della sicurezza sul posto di lavoro, dove siano presenti robot, è un argomento del quale si discute con frequenza.

Gli automi dotati di intelligenza artificiale, oggi svolgono, senza problemi e in maniera corretta, diverse mansioni pericolose.

La tematica della sicurezza sul lavoro nasce a causa di alcuni fatti accaduti in diverse fabbriche, tra i quali spicca quello in India, dove un dipendente è stato trafitto da un robot saldatore.

Un altro caso è accaduto in Germania, dove un operaio si è trovato pressato da una lastra di metallo spinta proprio dal robot.

Ovviamente non si tratta di ribellione delle macchine o robot, ma di un potenziale errore dovuto al calcolo della stessa, che non è stato immediatamente corretto dal sistema e che ha comportato quindi il danno causato al citato dipendente tedesco e la morte di quello indiano.

La classificazione dei robot e la sicurezza sul lavoro

Ad affrontare la sicurezza sul lavoro e l’utilizzo dei robot in questo ambito è stata l’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro, che ha creato un documento dove vengono analizzati diversi dati in grado di migliorare e rendere ottimale l’impiego dei cobot e dei sistemi automatizzati in fabbriche e altri luoghi di lavoro.

La prima parte del documento e delle analisi proposta dagli esperti dell’Agenzia si focalizza sulla classificazione dei robot, suddivisi in tre gruppi distinti, ognuno dei quali dotato di particolari caratteristiche.

Il primo gruppo si basa sui robot che svolgono tutte quelle mansioni pericolose che possono causare dei danni all’uomo.

In questo caso si tratta di automi che devono svolgere quei compiti adottando tutte le procedure necessarie affinché sia possibile evitare imprecisioni durante l’esecuzione di tali mansioni: contatto con materiali potenzialmente tossici, sollevamento di pesi eccessivi e altre procedure similari.

Il secondo gruppo è quello rappresentato dai robot collaborativi, ovvero gli automi che svolgono con l’uomo determinate procedure, come assemblaggio di parti di un prodotto o simili, che devono essere eseguite con la massima attenzione affinché la salute dell’uomo non sia messa in pericolo.

Infine la terza categoria di robot è composta da quelli che operano sugli essere umani: in questo caso, si parla di automi pensati appositamente per il settore sanitario e che possono avere solo un minimo margine di imprecisione, durante lo svolgimento di una diagnosi o altre operazioni similari (pari allo zero o con punti centesimali molto bassi).

Pertanto la sicurezza sul lavoro impone, come prima procedura, quella della classificazione dei diversi robot che operano a stretto contatto con l’uomo e che devono svolgere determinate operazioni affinché l’impresa possa essere operativa.

La manutenzione e l’aggiornamento sui sistemi robotici per la sicurezza sul lavoro

Ma l’impiego dei robot nell’ambito lavorativo deve essere necessariamente accompagnato anche da altri aspetti fondamentali, che consentono di operare in un ambiente completamente sicuro e privo di ogni potenziale pericolo.

Affinché questi due concetti si possano fondere completamente, occorre che i lavoratori prendano parte a una serie di corsi sull’utilizzo dei diversi sistemi robotici installati all’interno dell’impresa.

La programmazione, alla base dell’utilizzo di questi automi, rappresenta la soluzione ideale affinché i compiti possano essere svolti in modo corretto, senza andare a intaccare in alcun modo la sicurezza del lavoratore umano.

Occorre, di conseguenza, cercare di puntare su corsi che permettono ai dipendenti di conoscere meglio i sistemi robotici implementati all’interno dell’azienda, facendo in modo che la convivenza sia caratterizzata dal massimo livello di sicurezza.

Il corso serve anche per agire in tempo e prevenire eventuali situazioni potenzialmente dannose per l’uomo, come quelle che si sono manifestate nei due casi precedentemente analizzati: riuscire a trovare una soluzione tempestiva e mantenere il livello di sicurezza sempre elevato è di fondamentale importanza in un’azienda in cui sono presenti robot dotati di intelligenza artificiale.

Pertanto è possibile prevenire ogni genere di pericolo se, seguendo le direttive dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, si creano corsi che permettono ai dipendenti di conoscere e saper usufruire correttamente dei diversi robot impiegati all’interno dell’impresa.

Inoltre le operazioni di manutenzione, che fanno in modo che l’efficienza di questi strumenti possa essere sempre ai massimi livelli, rappresenta una parte aggiuntiva da non sottovalutare e che consente di evitare che il fattore sicurezza possa venire a mancare all’interno della stessa impresa.